24 lug 2017
luglio 24, 2017

La mummia che si masturba: il mistero dell’uomo di Pompei.

luglio 24, 2017 0 Comment
facebookgoogle_plus

La mummia che si masturba: il mistero dell’uomo di Pompei.L’immagine conquista il web dopo la pubblicazione il mese scorso sul profilo Instagram del parco archeologico di Pompei e scatena un dibattito.
È ormai virale: il “masturbating man” di Pompei vola sui social dopo la prima apparizione, il mese scorso, sul profilo Instagram dell’area archeologica più famosa del mondo. L’immagine è apparentemente eloquente: l’uomo sdraiato fu investito dalla cenere e seppellito nell’atto di toccarsi i genitali. Sul web continua a moltiplicarsi la circolazione della foto accompagnata da commenti interrogativi o che esaltano la scelta, se di scelta si trattò, di opporre….

eros, nella forma più immediata, all’imminente thanatos, la morte in arrivo sulla cità con l’eruzione del 79 d.C.
Perchè, a questo punto, la curiosità sulla sua ultima ora ha scatenato un dibattito nei commenti, sia nell’interpretazione del gesto – ai più appare inequivocabile, ma c’è anche chi sostiene che stia tentando di proteggere le parti sensibili da qualcosa di incandescente – quanto sulla accidentalità o volontarietà dell’autoerotismo di fronte alla morte.
Fu sopreso dalla colata di cenere mentre si masturbava o decise di farlo come estremo inno alla vita che era sicuro di perdere?
Molti optano per la seconda ipotesi posto che le posizioni in cui sono state rinvenute le mummie di Pompei – dai nuclei familiari che si abbracciano tra loro ai molti che tentarono invano di mettersi in salvo sulla spiaggia – attestano che le vittime fossero perlopiù consapevoli della catastrofe e fine imminente. Anche se l’ignoto pompeiano avesse assunto una deliberazione consapevole si dividono le opinioni: c’è chi suggerisce avrebbe potuto trovare un modo più “dignitoso” nel trapasso; altri ne omaggiano lo spirito dionisiaco mentre coglie l’ultimo attimo di vita, un ‘carpe diem’ arrivato ai posteri e adesso alla universalità del web.

Articolo tratto da gqitalia.it

facebookgoogle_plus