18 lug 2016
luglio 18, 2016

LE SPEZIE DELL’AMORE

luglio 18, 2016 0 Comment
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LE SPEZIE DELL'AMORELa fitoterapia al servizio del sesso: l’aiuto che non ti aspetti da erbe, spezie e aromi giusti dell’estate. A prescindere da quello che potete pensare sui cibi afrodisiaci, in natura esistono erbe aromatiche, spezie e aromi da cucina che favoriscono l’amore, stimolano il desiderio sessuale e preludono a ottime performance sotto le lenzuola. Uno dei più autorevoli fitoterapeuti italiani, Fabio Firenzuoli ne ha individuati diversi: dal chiodo di garofano all´aglio, dal peperoncino al rosmarino…


Le piante afrodisiache per tradizione popolare
Quando si pensa alle erbe afrodisiache il pensiero va subito a una pianta messicana dal nome suadente e non casuale, la Turnera afrodisiaca (o Damiana): si dice che abbia vere proprietà vivacizzanti per le effusioni e prestazioni amorose, in particolare per le donne. In realtà tutto questo fa ancora parte delle varie leggende metropolitane sugli afrodiasiaci, perché non c´è alcuna dimostrazione scientifica né sull´efficacia né sulla sua sicurezza. Secondo la fitoterapia, un´altra pianta tipicamente ritenuta capace di stimolare il desiderio sessuale proviene dall´Estremo oriente (Filippine, Indonesia), è molto aromatica e gradevole, si chiama Unona odorantissima (o Ylang-Ylang). La tradizione consiglia di utilizzare l´essenza prima di un incontro amoroso ad alta tensione emotiva. Si dice che il successo sia assicurato, anche se utilizzato per frizioni ai polsi ed alle tempie.
Le erbe afrodisiache riconosciute dalla scienza
Le piante scientificamente più studiate sono invece lo Yohimbe, un albero africano dalla cui corteccia si ottiene una polverina ricca di alcaloidi ad attività specifica sul sistema nervoso autonomo, che governa anche la funzione sessuale. In particolare, questa pianta consente di aumentare il riempimento dei corpi cavernosi del pene e migliorare così le prestazioni sessuali. Si tratta di un prodotto fitoterapico utilizzabile su prescrizione medica, utilizzato anche dagli stessi urologi. Non può essere disponibile tra i prodotti erboristici da banco.
C’è poi la radice del Ginseng, che ha storia sufficiente per poter essere utilizzata nella prevenzione e cura dell´impotenza. Recentemente su un´importante rivista internazionale di urologia la sua efficacia è stata dimostrata su animali affetti da diabete, una malattia che nell´uomo spesso è responsabile di impotenza. Comunque esistono già dati certi sulla efficacia del Ginseng nell´uomo. La pianta deve essere assunta sotto forma di estratto in idonea preparazione farmaceutica, facendo bene attenzione ai criteri di ordine qualitativo ed escludendo i pazienti con controindicazioni (cardiopatie, malattie della coagulazione, pazienti in terapia farmacologica, per il rischio di interazioni farmacologiche).
Un’altra pianta sempre meglio studiata dal punto di vista medicinale è infine la Ginkgo biloba, di origini cinesi, presente già in epoca preistorica, e oggi facilmente reperibile pure come pianta ornamentale. In letteratura esistono oltre 1.700 pubblicazioni su questa pianta, utilizzabile, con alcune avvertenze, anche nel soggetto con disfunzioni erettili, proprio in funzione del suo meccanismo d´azione sulla sintesi del nitrossido: migliora gli scambi cellulari di ossigeno e l´irrorazione dei tessuti in periferia (arti inferiori, cervello, cute, organi genitali).
La foglia della Ginkgo costituisce è addirittura utilizzata come logo dal Centro di Medicina Naturale dell´ Ospedale di Empoli, e costituisce pure oggetto di ricerche della stessa struttura già pubblicate su importanti riviste internazionali.
Non è mai da dimenticare che tutte le piante medicinali, quando utilizzate a fini terapeutici, devono essere utilizzate secondo la prescrizione medica piuttosto che seguendo i principi dell´automedicazione, non ultimo per i rischi di interazioni e di effetti collaterali che pure riservano.

Articolo tratto da Staibene.it

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